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La Bonnie: Eccentrica performer del vinile, specializzata nel sound funky e disco, è ora tra le più richieste dj in tutta la Puglia. Con il suo stile, delicato ma accattivante, arricchito spesso da sonorità elettroniche, conquista la dancefloor in ogni contesto. Il suo set, sempre sorprendente, di volta in volta rinnovato dalla continua ricerca di vere perle della Black music, promette di far rivivere le atmosfere sensuali dei tempi d’oro dei club americani. Si è raccontata a Gandoli in una breve intervista:

Ciao Bonnie! Quando decidi di intraprendere la tua carriera da dj e come?

La mia prima serata è stata un 8 marzo: nel 2020 festeggerò i primi 10 anni di carriera.
La musica è sempre stata la mia passione ma più di tutto ha contribuito alla nascita della DJ, gli anni in cui ho vissuto a Bologna, anni in cui frequentavo persone totalmente immerse nella musica, soprattutto nella scena hiphop.

Quanto conta il vinile per te?

Tantissimo. Sono sempre stata legata al vinile, da quando da ragazza andavo alle dancehall o alle jam. Nel periodo in cui ho vissuto a Bologna i vinili erano diventati difficili da reperire per cui utilizzavo sistemi digitali per miscelare musica. Tra dischi da ascoltare, classiconi da collezionare o rarità da condividere, sono sempre rimasta legata al vinile finché poi non è diventato l’unico mezzo con cui oggi mi piace esprimermi.

Quali sono le tue ispirazioni?

Io vengo dal Salento dove le basse frequenze hanno sempre dominato, dalle dancehall ai concerti hiphop. Quando ho deciso di andare a vivere a Bologna ha contribuito molto alla decisione proprio il fermento musicale di quegli anni.
Se penso a quando ho iniziato, mi rendo conto di quanto ho avuto difficoltà a mixare il funky e la disco: brani senza cassa dritta, spesso registrati in studio da vere e proprie band in performance vere senza l’ausilio di alcuna griglia digitale. Per questo ho sempre amato grandi djs e produttori come Frankie Knuckles, Moodyman e Theo Parrish. Mi hanno ispirato anche ad iniziare a produrre musica.

Lido Gandoli è una struttura gestita prevalentemente da donne. Cosa vuol dire essere una donna DJ oggi?

Essere una DJ è identico ad essere un DJ. Purtroppo siamo poche e questo spesso genera dei pregiudizi.
Quando ho iniziato 10 anni fa eravamo pochissime, in particolare in Puglia. Oggi sono contenta che sempre più donne si affacciano al mondo del djing, soprattuto quando vedo giovanissime di talento con amore che scratchano e ribaltano le dancefloor. Sperando di vedere sempre meno ragazze che usano il Djing come scusa per cercare solo la notorietà.
Penso invece a grandi DJ “rosa” come Jayda G, Natasha Diggs o Soul Sister che riescono letteralmente ad emozionarmi con i loro set.

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